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Vaiolo

Il vaiolo è una grave malattia infettiva causata dal virus Variola. Questa malattia è considerata eradicata dal 1980.

Agente patogeno e trasmissione

Il virus del vaiolo appartiene alla famiglia dei Poxviridae, genere Orthopoxvirus. Molto contagioso, si trasmette facilmente da persona a persona. La trasmissione del virus del vaiolo avviene attraverso goccioline infette presenti nell’aria a breve distanza, mediante il contatto diretto con ferite (pelle, bocca e faringe) oppure indirettamente attraverso oggetti contaminati. L’essere umano è l’unico ospite per il virus.

Quadro clinico

I virus del vaiolo si suddividono in due ceppi: il Variola major e il Variola minor. Di regola il decorso di un’infezione da Variola major è più grave rispetto a quello causato da Variola minor. Il periodo d’incubazione va dai 10 ai 14 giorni, con una variazione da 7 a 17 giorni. Durante questo periodo le persone infette non sono contagiose. I primi sintomi consistono in febbre improvvisa, malessere generalizzato, mal di testa e dolori agli arti. Da 2 a 4 giorni dopo questi primi sintomi compaiono le eruzioni: dapprima compaiono puntini rossi sulla lingua e nella faringe, poi compare un’eruzione cutanea che inizia sul viso e si estende rapidamente a braccia, gambe, mani e piedi. Le vescicole piene di liquido si trasformano in pustole e dopo cinque giorni in croste che si staccano dalla pelle nel giro di tre settimane lasciando spesso tipiche cicatrici. Il paziente è contagioso dalla comparsa dei primi sintomi. Senza trattamento, le infezioni da Variola major sono mortali in circa il 30 % dei casi, quelle da Variola minor in circa l’1 % dei casi.

Ripartizione geografica e frequenza

Il programma di vaccinazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha permesso di considerare il vaiolo ufficialmente eradicato nel 1980. L’ultimo caso comparso in natura si è avuto in Somalia nel 1977. In Svizzera la vaccinazione è stata sospesa nel 1972 e l’ultimo caso di malattia è stato dichiarato nel 1963.

Nel mondo, solo due laboratori sono autorizzati a conservare il virus del vaiolo a scopo di ricerca: i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, negli Stati Uniti, e il Vektor Institut a Novosibirsk, in Russia.

Prevenzione

In caso di ricomparsa del vaiolo la Svizzera ha predisposto un piano d’emergenza che prevede l’isolamento dei malati, la quarantena, la vaccinazione delle persone esposte, la decontaminazione degli oggetti infetti ecc. A seconda della situazione, l’UFSP dovrà segnalare i casi all’OMS conformemente al Regolamento sanitario internazionale (RSI 2005). Nel 2022 la Svizzera ha acquistato il vaccino antivaiolo di terza generazione (Jynneos®) per l’assistenza sanitaria della popolazione civile. Il vaccino verrebbe somministrato in caso di ricomparsa del virus o di attacco bioterroristico. Il nostro Paese sta inoltre acquistando una quantità limitata dell’antivirale Tecovirimat.

Ulteriori informazioni

Ufficio federale della sanità pubblica UFSP

Divisione Malattie trasmissibili
Schwarzenburgstrasse 157
Svizzera - 3003 Berna