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Test COVID-19 fatturati indebitamente

L’UFSP continua a intervenire sistematicamente contro la fatturazione indebita di test e contro gli abusi: a fine gennaio 2026 erano già stati rimborsati alla Confederazione circa 22,8 milioni di franchi. Sono attesi ulteriori pagamenti. Inoltre, grazie a un’analisi dettagliata dei dati di fatturazione, finora l’UFSP è riuscito a impedire che la Confederazione effettuasse pagamenti per circa 28,7 milioni di franchi.

L’essenziale in breve

  • Le verifiche condotte dall’UFSP hanno evidenziato che una parte molto consistente dei fornitori di prestazioni ha fatturato in modo preciso e conforme alle norme i test COVID-19 eseguiti. Inoltre, il controllo contabile degli assicuratori ha consentito di impedire direttamente gran parte delle fatturazioni indebite di test e degli abusi.
  • L’UFSP interviene sistematicamente contro la fatturazione indebita di test e contro gli abusi. Finora (situazione a gennaio 2026) sono già stati rimborsati all’UFSP circa 22,8 milioni di franchi. Sono attesi ulteriori pagamenti.

Intervento sistematico dell’UFSP contro gli abusi

Negli anni dal 2020 al 2022 sono stati effettuati oltre 68 milioni di test COVID-19 a carico della Confederazione, che ha versato ai Cantoni e agli assicuratori più di 2,6 miliardi di franchi a fondo perduto. Ciò ha richiesto una procedura di fatturazione con la quale fosse possibile rimunerare in maniera efficiente e corretta i fornitori di prestazioni. Entro breve tempo, l’UFSP ha introdotto una procedura per il controllo della fatturazione dei test COVID-19 e realizzato un piano per la lotta agli abusi. Inoltre, il controllo delle fatture diretto da parte degli assicuratori ha consentito di impedire gran parte delle fatturazioni indebite di test e degli abusi.

Indagini in corso

L’UFSP verifica i casi in cui è già stato effettuato un pagamento completo o parziale, ma che presentano indizi di un possibile abuso. Allo stesso modo, esamina sistemicamente le richieste attuali o arretrate da parte dei fornitori di prestazioni. Dato che i test COVID-19 venivano pagati dalla Confederazione, l’Ufficio si impegna con fermezza affinché i contribuenti non subiscano alcun danno finanziario in questo ambito.

Tutti i casi sospetti vengono esaminati. Complessivamente sono stati aperti 322 casi, di cui circa 180 sono già stati chiusi. Il volume complessivo delle fatture da verificare ammonta a circa 213 milioni di franchi. I casi esaminati attualmente possono essere suddivisi nelle categorie seguenti.

  • Factoring (un servizio finanziario con il quale un’azienda cede i propri crediti aperti a un terzo (il factor) per ottenere liquidità immediata. Nel contesto della pandemia, ad esempio, un factor ha acquistato fatture aperte da un centro di test presentandole all’incasso tramite specialisti autorizzati titolari di un numero RCC.)
  • Fattispecie diverse

Gli accertamenti sono condotti in base al rischio e sono molto laboriosi, poiché i fatti devono essere chiariti accuratamente tramite analisi dei dati specializzate e di ampia portata, effettuate sulla base di una stima del rischio e una successiva ponderazione costi-benefici. Esistono varie forme di abuso: la fatturazione di test non eseguiti, l’emissione di fatture multiple, la fatturazione di test pagati di tasca propria dalla persona interessata oppure la fatturazione di forfait non giustificati. I potenziali abusi di importo consistente e i casi particolarmente gravi sono trattati in via prioritaria.

Il lavoro del team addetto ai rimborsi e alla riduzione dei danni legati ai test COVID-19 consiste nel far valere le richieste di rimborso legittime per far rientrare nelle casse dello Stato le risorse finanziarie della Confederazione percepite illecitamente, nonché nell’evitare proattivamente i danni mediante analisi dettagliate dei dati di fatturazione dei fornitori di prestazioni, impedendo attivamente potenziali pagamenti e quindi un’uscita di denaro pubblico.

Alla fine di gennaio 2026, alla Confederazione erano già stati rimborsati circa 22,8 milioni di franchi. Sono attesi ulteriori pagamenti. Inoltre, finora l’UFSP ha impedito danni per circa 28,7 milioni di franchi.

Verifica del colloquio medico-paziente dettagliato

L’UFSP esamina anche le richieste di rimborso in relazione al colloquio medico-paziente dettagliato. Nell’ambito della lotta agli abusi, ha effettuato analisi trasversali di un numero ristretto di fornitori di prestazioni che presentavano anomalie nell’ambito del colloquio medico-paziente dettagliato. In alcuni casi è stata effettuata una verifica approfondita presso i fornitori di prestazioni che avevano fatturato quote sproporzionatamente elevate della prestazione opzionale «colloquio medico-paziente dettagliato» in relazione ai test COVID-19. Questa prestazione è una vera consultazione medica, che presuppone che sia avvenuto un contatto tra medico e paziente. Nel corso di essa viene effettuato un colloquio e un eventuale esame clinico con l’obiettivo di stabilire un’indicazione dell’analisi per il SARS-CoV-2. Un colloquio medico-paziente dettagliato poteva essere effettuato e fatturato soprattutto per i pazienti con fattori di rischio e sintomi poco chiari o gravi.

Perseguimento penale

Per quanto riguarda la fatturazione dei test, in singoli casi l’UFSP conduce procedimenti penali amministrativi, tenendo conto caso per caso degli eventuali procedimenti penali avviati nei Cantoni.

Ulteriori informazioni

Ufficio federale della sanità pubblica UFSP

Gruppo di Recupero Test Covid
Schwarzenburgstrasse 157
Svizzera - 3003 Berna