Rimunerazione dei familiari curanti: il Consiglio federale intende assicurare la qualità e l’economicità delle prestazioni
Berna, 15.10.2025 — Durante la sua seduta del 15 ottobre 2025, il Consiglio federale ha adottato il rapporto «Prestazioni di cure dei familiari curanti nel quadro dell’assicurazione obbligatoria medico-sanitaria», dal quale emerge che il coinvolgimento dei familiari è un pilastro importante delle cure sanitarie. La possibilità per i familiari curanti di essere assunti e rimunerati a carico dell’assicurazione malattie dovrebbe essere mantenuta, purché le condizioni in materia di economicità e qualità previste dalla legge sull’assicurazione malattie (LAMal) siano soddisfatte. Il Consiglio federale incarica l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di accompagnare e sostenere gli attori responsabili (fornitori di prestazioni, Cantoni e assicuratori) nell’attuazione delle misure raccomandate nel rapporto.
Da una sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni del 2006, i familiari curanti possono essere rimunerati per le cure di base che forniscono ai loro familiari bisognosi di cure se sono impiegati da un’organizzazione di cure e d’aiuto a domicilio. Questa pratica si è sviluppata notevolmente negli ultimi anni e oggi alcune organizzazioni impiegano quasi esclusivamente familiari curanti. Questa evoluzione ha suscitato critiche, in particolare a causa dei profitti potenzialmente elevati delle organizzazioni di cure e d’aiuto a domicilio, che comportano costi supplementari per l’assicurazione malattie, i Cantoni e i Comuni. ll rapporto «Prestazioni di cure dei familiari curanti nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria medico-sanitaria» analizza questa tendenza in risposta a diversi interventi parlamentari.
Un ruolo essenziale nel campo delle cure
Dal rapporto emerge che i familiari curanti ricoprono uno ruolo essenziale nel sistema sanitario e che contribuiscono ad attenuare gli effetti della carenza di personale qualificato nell’ambito delle cure. In questo contesto, la Confederazione valuta positivamente la possibilità di essere assunti da un’organizzazione di cure e d’aiuto a domicilio per curare i propri familiari, purché le condizioni in materia di economicità e qualità previste dalla LAMal siano soddisfatte.
La rimunerazione delle prestazioni di cure fornite da familiari impiegati da un’organizzazione di cure e d’aiuto a domicilio è disciplinata dalla LAMal. Il rapporto giunge alla conclusione che tali prestazioni sono definite in modo soddisfacente nonché limitate dalla giurisprudenza e dalle disposizioni legali. I Cantoni e gli assicuratori dispongono di strumenti atti a garantire che le organizzazioni che impiegano familiari curanti soddisfino le condizioni in materia di economicità e qualità previste dalla legge. Nell’ambito dell’autorizzazione a esercitare a carico dell’AOMS, i Cantoni possono per esempio esigere che tutti gli impiegati abbiano la formazione necessaria o che le organizzazioni di cure e d’aiuto a domicilio dispongano del personale richiesto per assistere e supervisionare i familiari curanti impiegati. Le associazioni delle organizzazioni di cure e d’aiuto a domicilio possono fissare regole uniformi a livello nazionale per tutte le organizzazioni attive, in particolare nell’ambito della convenzione sulla qualità prevista dalla legge. Gli assicuratori-malattie sono tenuti in particolare a verificare che le prestazioni siano state fornite in modo economico.
Inoltre, in linea di principio, il fatto che le organizzazioni di cure e d’aiuto a domicilio realizzino un profitto non è contrario alla LAMal, purché le prestazioni che dispensano siano efficaci, economiche e di qualità adeguata. Nell’ambito del finanziamento delle cure attuale, i Cantoni possono limitare la rimunerazione delle prestazioni di cura fornite dai familiari per evitare che vengano realizzati profitti troppo elevati e garantire una rimunerazione appropriata ed economica che non produca incentivi finanziari sbagliati.
L’UFSP assisterà i Cantoni e gli attori responsabili
Anche se gli attori responsabili dispongono di strumenti sufficienti per far fronte agli effetti indesiderati dell’assunzione di familiari curanti, questi strumenti non vengono ancora utilizzati in modo sufficientemente sistematico e coerente da garantire la qualità e l’economicità delle prestazioni. Il Consiglio federale propone quindi agli attori diverse misure per rimediare alla situazione. Raccomanda per esempio ai Cantoni di emanare direttive precise per l’assunzione di familiari curanti e in particolare di prevedere un numero sufficiente di persone che li assistano. Le organizzazioni di cure e d’aiuto a domicilio dovrebbero inoltre dichiarare sistematicamente nelle fatture che emettono se le prestazioni sono state fornite da familiari curanti.
Il Consiglio federale incarica l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di accompagnare e sostenere gli attori responsabili (fornitori di prestazioni, Cantoni e assicuratori) nell’attuazione delle misure raccomandate nel rapporto.
Per approfondimenti:
- Rapporto del Consiglio federale (Rapporto disponibile solamente in tedesco e francese, sintesi in italiano)
- Rapporti di ricerca sull'assicurazione malattie e infortuni (Rapporto disponibile solamente in tedesco, sintesi in italiano e francese)