Prestazioni in contanti d'assicurazione infortuni

Le prestazioni in contanti per infortunio sono: indennità giornaliera, rendita d’invalidità, indennità per menomazione dell’integrità, assegno per grandi invalidi e rendite per i superstiti. La base è costituita dal guadagno assicurato.

Guadagno assicurato

La base per le prestazioni in contanti è il guadagno assicurato, ossia il salario determinante per l’AVS con alcune integrazioni. L’importo massimo del guadagno assicurato (cfr. art. 22 cpv. 1 OAINF; RS 832.202) è fissato in modo tale che di norma il 92 – 96 % delle persone assicurate obbligatoriamente sia coperto per il guadagno integrale.

Per il calcolo delle indennità giornaliere è determinante l’ultimo salario prima dell’infortunio, per il calcolo delle rendite quello riscosso durante l’anno precedente l’infortunio. L’indennità per menomazione dell’integrità e l’assegno per grandi invalidi sono calcolati per tutti gli assicurati in base all’importo massimo del guadagno assicurato stabilito dalla legge.

Indennità giornaliera

Ha diritto all’indennità giornaliera la persona assicurata totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito d’infortunio. L’indennità giornaliera è versata dal terzo giorno successivo a quello dell’infortunio per ogni giorno dell’anno civile. In caso d’incapacità lavorativa totale è pari all’80 % del guadagno assicurato, in caso d’incapacità lavorativa parziale è ridotta in proporzione. Il diritto all’indennità giornaliera si estingue con il riacquisto della piena capacità lavorativa, la nascita del diritto a una rendita d’invalidità o il decesso. Per persone infortunatesi durante la disoccupazione l’indennità giornaliera è pari all’indennità di disoccupazione.

Rendita d’invalidità

Qualora una persona assicurata diventi invalida a seguito d’infortunio, ossia se la sua attività lucrativa è alterata presumibilmente in modo permanente o a lungo termine, ha diritto a una rendita d’invalidità. Il diritto nasce quando da un proseguimento delle cure non sia da attendersi un consistente miglioramento e siano conclusi eventuali provvedimenti d’integrazione dell’AI. Per il calcolo dell’invalidità è determinante il confronto tra la possibilità di guadagno dell’assicurato con e senza limitazione della capacità di guadagno. Per invalidità totale l’importo è pari all’80% del guadagno assicurato, per invalidità parziale è ridotto in proporzione.

L’assicurazione contro gli infortuni versa agli assicurati aventi diritto a una rendita AVS/AI una rendita complementare di importo pari alla differenza tra il 90 % del guadagno assicurato e la rendita AVS/AI, ma non superiore all’importo previsto per l’invalidità totale o parziale della rendita d’invalidità dovuta ad infortunio.

Il diritto alla rendita si estingue con il riacquisto della piena capacità di guadagno, l’assegnazione di un’indennità unica complessiva, il riscatto della rendita o il decesso.

Indennità per menomazione dell’integrità

Se la persona assicurata ha subito a seguito d’infortunio una menomazione importante e durevole dell’integrità fisica o mentale (p. es. perdita di un rene o di una gamba, tetraplegia, cecità totale), ha diritto ad un’equa indennità per menomazione dell’integrità. L’indennità come prestazione in capitale è graduata in funzione della gravità della menomazione dell’integrità. A tale proposito si applica una soglia di rilevanza minima del 5 %. Il valore percentuale determinante di menomazione dell’integrità è moltiplicato per l’importo massimo del guadagno assicurato stabilito dalla legge. Il risultato corrisponde all’indennità per menomazione dell’integrità dovuta.

Assegno per grandi invalidi

Se la persona assicurata a causa dell’ invalidità necessita dell’aiuto permanente di terzi per compiere gli atti ordinari della vita o di una sorveglianza personale, ha diritto all’assegno per grandi invalidi. L’importo dell’assegno è stabilito in base al grado di grande invalidità (leggero, medio, grave).

Rendite per i superstiti

Il coniuge superstite (a determinate condizioni) e i figli hanno diritto a rendite per i superstiti se la persona assicurata decede a seguito d’infortunio. Se la vittima dell’infortunio era tenuta a versare la pensione alimentare al coniuge divorziato, questo è parificato alla vedova o al vedovo.

La rendita per i superstiti è espressa in percentuale del guadagno assicurato determinante e ammonta al 40 % per le vedove e i vedovi, al 15 % per gli orfani di padre o di madre e al 25 % per gli orfani di entrambi i genitori, ma complessivamente al 70% al massimo in caso di più superstiti. La rendita per superstite al coniuge divorziato è pari al 20 % del guadagno assicurato, ma al massimo all’importo della pensione alimentare.

Ai superstiti che hanno diritto a una rendita AVS o AI l’assicurazione contro gli infortuni versa una rendita complementare (vedi la rendita d’invalidità).

In casi particolari, alla vedova o alla moglie divorziata viene versata un’indennità unica in sostituzione della rendita.

Il diritto del coniuge superstite si estingue di regola con un nuovo matrimonio, il decesso o il riscatto della rendita; il diritto dei figli si estingue di regola con il compimento dei 18 anni d’età o la conclusione della formazione, ma non oltre il compimento dei 25 anni.

Ultima modifica 05.07.2018

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