Politica internazionale in materia di droghe

Gli Stati che applicano una politica repressiva si ritrovano sconfessati dalla realtà sul terreno. Forti della loro esperienza altri Stati, come la Svizzera, promuovono un approccio orientato alla salute pubblica ponendo la dimensione umana al centro delle preoccupazioni.

Allocuzione del consigliere federale Alain Berset al dibattito generale della sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS) sul problema mondiale della droga, New York (USA), 19 aprile 2016

Il problema della droga nel mondo

A livello mondiale un individuo su venti consuma droghe illegali, il che corrisponde a 247 milioni di persone (UNODC 2016), di cui 29 milioni soffrono di disturbi dovuti al consumo di tali sostanze. Tra queste persone la prevalenza di HIV, epatiti e tubercolosi è nettamente più elevata. Le droghe più consumate al mondo sono la canapa e le anfetamine. Gli oppiacei sono meno diffusi, ma hanno gravi conseguenze sulla salute. La produzione all’origine e la distribuzione delle droghe sono gestite da filiere illegali e mafiose. Si tratta di una criminalità che provoca vere e proprie guerre civili, in particolare nelle zone di produzione della droga in America del Sud e in Afghanistan.

Architettura istituzionale internazionale

Vista la sua natura transnazionale e criminale, il problema della droga richiede una concertazione tra gli Stati. Vi sono molte istituzioni che accolgono e sostengono questo dialogo, tra cui:

  • l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC), che affronta il problema della droga a livello mondiale considerandolo nel più ampio contesto degli altri problemi legati alla sicurezza e alla salute pubblica;
  • la Commissione sulle droghe narcotiche (Commission on Narcotic Drugs, CND), il principale organo decisionale in seno al sistema delle Nazioni Unite per il controllo della droga;
  • l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che si occupa degli aspetti sanitari globali legati al problema della droga;
  • il Gruppo Pompidou, che fa parte del Consiglio d’Europa e contribuisce all’elaborazione di politiche in materia di droghe negli Stati membri.
  • l’OEDT è un’agenzia specializzata dell’UE con sede a Lisbona che raccoglie e analizza dati e informazioni sulla droga e la tossicodipendenza, mettendoli a disposizione dell’opinione pubblica e dei poteri decisionali degli Stati membri e dei Paesi associati.
Unterzeichnung EMCDDA
Pascal Strupler, direttore dell'Ufficio federale della sanità pubblica, e Alexis Goosdeel, direttore dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, firmano un accordo di cooperazione.

Le diverse risposte al problema della droga

In qualità di attori in seno a queste istituzioni, gli Stati cercano faticosamente un accordo su come gestire il problema delle droghe illegali. Le politiche statali spaziano da quelle che privilegiano l’astinenza, la proibizione e la repressione a quelle che considerano il problema della droga in primo luogo nell’ottica della salute pubblica e dei diritti umani delle persone tossicodipendenti.

Un numero sempre maggiore di Stati, prima fra tutti la Svizzera, Paese pioniere in questo campo, riconosce il fallimento del modello tradizionale e ne prende le distanze. Questo approccio favorisce infatti le attività illegali connesse alla droga, creando problemi sanitari ed esclusione sociale con conseguenze ancora più dannose delle droghe stesse. Ciononostante alcuni Stati continuano ad adottare un modello repressivo e applicano sanzioni severe, fino alla pena capitale, per reati legati alla droga.

Approccio della Svizzera alla politica in materia di droghe

Paese pioniere in materia di politiche orientate alla salute pubblica e ai diritti umani, la Svizzera si impegna sin dagli anni 1990 per la loro promozione a livello internazionale. L’azione politica basata su quattro pilastri (prevenzione, terapia, riduzione del danno e applicazione della legge) si è dimostrata efficace, portando all’eliminazione delle scene aperte della droga e alla riduzione della prevalenza di HIV tra i consumatori. È su questa base che la Svizzera, insieme ad altri Stati e ONG, difende il proprio approccio presso le istituzioni internazionali. In particolare:

  • interviene in modo mirato, promuove la propria posizione presso le istituzioni internazionali, l’ONU e il Consiglio d’Europa, in particolare in seno al Gruppo Pompidou, e incoraggia queste ultime a collaborare con altre organizzazioni interessate, come l’UNAIDS. Nell’ambito dell’adozione del documento finale dell’ultima sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS) sulle problema globale della droga, tenutasi nell’aprile del 2016, la Svizzera ha per esempio espresso il suo rammarico per il fatto che in tale documento non fosse stata menzionata l’applicazione della pena di morte per i reati legati alla droga;

  • accoglie delegazioni estere per permettere loro di osservare da vicino l’attuazione pratica della politica nazionale svizzera fondata su quattro pilastri.

Ulteriori informazioni

Dipendenze & salute

Le dipendenze implicano rischi per l’individuo e la società. Per questo l’UFSP promuove l’alfabetizzazione sanitaria. Qui si trovano informazioni su dipendenze, prevenzione, regolamentazioni, riduzione del danno, consulenza e terapie.

Ultima modifica 30.08.2018

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