1. Il diritto all'informazione

Il paziente ha il diritto di essere informato in maniera chiara e appropriata sul proprio stato di salute, sugli esami e sui trattamenti proposti, sulle conseguenze e sui rischi eventuali che implicano, sulla prognosi e sugli aspetti finanziari del trattamento.

In pratica

L’operatore sanitario è tenuto a informare il paziente comunicandogli in modo oggettivo e completo tutte le informazioni utili affinché il paziente possa acconsentire al trattamento in piena cognizione di causa. Quest’ultimo ha il diritto di porre domande, di chiedere spiegazioni e di segnalare, se necessario, di non aver capito l’informazione.

Limitazione del diritto all’informazione

Il diritto all’informazione può però essere limitato nelle due situazioni seguenti:

  • il paziente rinuncia in modo chiaro a essere informato, ad esempio perché non desidera sapere se soffre o meno di una malattia incurabile; tale rinuncia non è, in questo caso, assimilabile a una rinuncia alle cure;
  • in caso di urgenza è possibile posticipare l’informazione.

L’informazione è indirizzata unicamente al paziente. Nei confronti di altre persone l’operatore sanitario è tenuto al segreto professionale. Se il paziente non è capace di discernimento, l’informazione va data alla persona abilitata a rappresentarlo. L’operatore sanitario è pertanto svincolato, nella misura necessaria, dal segreto professionale nei confronti del rappresentante del paziente.

Contratti per case per invalidi o case di cura

Una persona incapace di discernimento, ospite di un istituto per anziani o invalidi o di cura, ha diritto a un contratto scritto che la informi sulle prestazioni che saranno fornite dall’istituto e sui relativi costi. In taluni cantoni tale diritto si applica pure agli ospiti capaci di discernimento.

Secondo parere

Se il paziente desidera chiedere un secondo parere medico, ha il diritto di consultare un altro medico di propria scelta.

Perché chiedere un secondo parere medico?

Il secondo parere medico non è un atto di sfiducia nei confronti del medico che ha espresso il primo parere. L’obiettivo è di migliorare l’informazione del paziente affinché possa decidere con cognizione di causa se acconsentire o meno al trattamento proposto.
Questo passo è indicato in particolare per interventi chirurgici non urgenti o trattamenti impegnativi.
E’ prudente informarsi prima se la propria assicurazione assume i costi per questo secondo parere medico.

Ultima modifica 28.08.2018

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