Esposizione della popolazione svizzera alle radiazioni

La maggior parte delle radiazioni ionizzanti a cui è esposta la popolazione è causata dal radon presente nei locali abitativi e di lavoro e dagli esami medici. L’esposizione a queste fonti varia da persona a persona.

L’esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti è funzione dalle dosi di radiazioni assorbite a partire dalle diverse fonti di origine naturale e artificiale. Le tre cause principali di esposizione alle radiazioni sono il radon nei locali abitativi e di lavoro, la diagnostica medica e la radiazione naturale. Ogni persona è colpita in modo differente da queste fonti di radiazioni, a seconda per esempio dagli esami medici effettuati o dal luogo di abitazione. Per la popolazione, in caso di esposizione a radiazioni artificiali si applica un valore limite di dose di 1 mSv all’anno. Nell’esposizione dei pazienti a scopi medici non vigono limiti di dose in quanto, di norma, l’utilità terapeutica individuale dell’esposizione supera il rischio derivante dalle radiazioni. L’esposizione a radiazioni in ambito professionale, in particolare per i giovani e le donne incinta, è regolamentata da disposizioni speciali.

Dosi di radiazioni dovuta al radon

Il radon-222 e i sui figli sono dei radionuclidi presenti nei locali abitativi e di lavoro e costituiscono la dose maggiore di radiazioni assorbite dalla popolazione. Questi nuclidi penetrano nell’organismo attraverso l’aria espirata. A seguito delle nuove valutazioni fatte dalla Commissione internazionale di radioprotezione ICRP, la dose di radon media alla quale è esposta popolazione svizzera ha dovuto essere corretta al rialzo. Considerando i nuovi fattori di rischio essa corrisponde a circa 3,2 mSv all’anno anziché l’attuale 1,6 mSv. L’esposizione della popolazione al radon non è tuttavia uniforme. Il valore medio indicato si basa sulla concentrazione media di radon di 75 Bq/m3.

Dosi di radiazioni dovuta alla diagnostica medica

La dose di radiazioni dovuta ad applicazioni mediche (diagnostica radiologica) corrisponde, per tutta la popolazione, a 1,2 mSv all’anno per persona (analisi dell’indagine 2008), rispettivamente a 1,4 mSv all’anno per persona (analisi dell’indagine intermedia 2013). Più di due terzi della dose collettiva annua nella diagnostica radiologica sono generati dagli esami di tomografia computerizzata. Come per il radon, l’esposizione dovuta alla diagnostica medica è distribuita in modo disomogeneo. Circa due terzi della popolazione non assorbe praticamente alcuna dose di radiazioni, mentre una bassa percentuale di persone subisce una dose superiore a 10 mSv.

Esposizione alle radiazioni ionizzanti dovuta ad applicazioni mediche per persona in Svizzera

Radiazioni cosmiche e terrestri

La dose generata dalle radiazioni terrestri (cioè dalle radiazioni provenienti dal suolo e dalle rocce) è in media di 0,35 mSv all’anno e dipende dalla composizione del sottosuolo. La dose dovuta alle radiazioni cosmiche invece è in media di circa 0,4 mSv all’anno. Le radiazioni cosmiche aumentano con l’aumentare dell’altitudine in quanto l’atmosfera della terra, che le attenua, si assottiglia. Pertanto, a 10 km di altitudine, l’esposizione a queste radiazioni è circa 100 volte più elevata che a 500 metri sul livello del mare. Per questo motivo un volo transatlantico (andata e ritorno) produce un’esposizione di circa 0,06 mSv. Il personale di volo può subire ogni anno una dose fino ad alcuni mSv.

Radionuclidi negli alimenti

I radionuclidi naturali entrano nel corpo umano anche attraverso l’alimentazione e generano dosi di circa 0,35 mSv all’anno. Il potassio-40 nel tessuto muscolare apporta il maggior contributo con circa 0,2 mSv all’anno. Altri radionuclidi presenti negli alimenti derivano dalla disintegrazione naturale di uranio e torio. Anche i radionuclidi artificiali si trovano negli alimenti: in particolare i nuclidi di cesio-137 e stronzio-90 liberati dagli esperimenti con armi nucleari degli anni 1960 e dall’incidente nucleare di Chernobyl del 1986. Oggi, dalle misure a corpo intero annue effettuate nelle classi scolastiche, emerge che le dosi di cesio-137 assorbito sono inferiori a un millesimo di Sievert all’anno.

Altre sorgenti di radiazioni artificiali

Alle dosi di radiazioni menzionate finora si aggiunge un piccolo contributo equivalente a ≤ 0,1 mSv all’anno determinato dalle esposizioni alle radiazioni delle centrali nucleari, dell’industria, della ricerca, della medicina, dei beni di consumo e degli oggetti della vita quotidiana nonché dei radioisotopi artificiali nell’ambiente. Dalla ricaduta radioattiva causata dall’incidente nucleare di
Chernobyl nell’aprile del 1986 e dagli esperimenti nucleari in superficie (anni 1960) risultano oggi solo pochi centesimi di Sievert all’anno. La dose accumulata in seguito alla diffusione di sostanze radioattive dovuta all’incidente nucleare di Fukushima è trascurabile in Svizzera.

Dalle sostanze radioattive emesse attraverso l’aria e le acque di scarico dalle centrali nucleari svizzere, dall’IPS e dal CERN assorbite dalle persone che abitano nelle immediate vicinanze risultano dosi massime di un centesimo di Sievert all’anno.

Esposizione a radiazioni in ambito professionale

Nel 2015, in Svizzera, circa 94 000 persone erano professionalmente esposte a radiazioni. Questo numero è in continua crescita (+30 % dal 2004). Circa il 75% delle persone interessate lavora nel settore medico. Nel quadro della sua attività di vigilanza, l’UFSP esamina nei settori della medicina e della ricerca tutte le dosi al corpo intero superiori a 2 mSv al mese nonché tutte le dosi alle estremità di oltre 10 mSv. La maggior parte di dosi elevate è stata individuata nei settori della medicina nucleare e della radiologia interventistica in cui si opera con forti dosi. Una statistica dettagliata è contenuta nel rapporto annuale «Dosimetria per le persone professionalmente esposte a radiazioni in Svizzera» (non disponibile in italiano), pubblicato ogni anno sulla pagina Internet dell’UFSP.

Dosi medie di radiazione a cui è esposta la popolazione svizzera, in mSv, all’anno e per persona

Exposition de la population

Secondo la nuova valutazione dell’ICRP (ICRP 115, 2010) va stimata un’esposizione al radon nettamente superiore rispetto al passato (ICRP 65). Il valore indotto dalla diagnostica medica si basa sulla rilevazione del 2008 e sulla rilevazione intermedia del 2013. La dose relativa all’esposizione naturale è composta dalla radioattività terrestre (t), dall’incorporazione (i) e dai raggi cosmici (c). La voce «altro» comprende le centrali nucleari, gli istituti di ricerca e i radioisotopi artificiali presenti nell’ambiente.

Legislazione

Legislazione radioprotezione

Lo scopo della legge sulla radioprotezione (LRap) è la protezione dell'uomo e dell'ambiente contro i pericoli da radiazioni ionizzanti.

Ultima modifica 28.08.2018

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