Fukushima (2011)

11 marzo 2011: un forte terremoto e un violento tsunami provocano la catastrofe nucleare di Fukushima in Giappone.

Situazione in Fukushima per quanto concerne le sostanze radioattive

Cinque anni dopo l’incidente nella centrale nucleare di Fukushima vengono ancora dispiegati mezzi considerevoli per contrastare le emissioni radioattive nell’ambiente. Le sfide maggiori sotto il profilo della radioprotezione sono indubbiamente la gestione delle aree contaminate e l’assistenza alle popolazioni colpite. Gli interventi di decontaminazione delle zone colpite generano volumi consistenti di rifiuti.

Riguardo alle circostanze dell’incidente e alla valutazione delle esposizioni alle radiazioni e dei rischi per la salute per il personale e la popolazione sono attualmente disponibili diversi rapporti di organizzazioni internazionali (vedi sotto).

Situazione in Svizzera per quanto concerne le sostanze radioattive provenienti da Fukushima

Radioattività nell’ambiente

Le concentrazioni di sostanze radioattive arrivate in Svizzera alla fine di marzo 2011 sono risultate così deboli da non determinare un’esposizione aggiuntiva per la popolazione svizzera (cfr. il rapporto «Reaktorunfall in Fukushima Dai-ichi im März 2011: Auswirkungen auf Umwelt und Lebensmittel in der Schweiz», non disponibile in italiano). Per effetto del decadimento radioattivo e della diluizione non è più possibile rilevare la presenza di queste sostanze radioattive. L’UFSP monitora costantemente la radioattività nell’ambiente, in particolare nell’aria; da allora sul territorio svizzero non è stata più misurata una concentrazione elevata di sostanze radioattive provenienti dal Giappone. Ciò nonostante, nuove emissioni o incendi potrebbero provocare il rilascio e la diffusione di sostanze radioattive fino in Svizzera.

Importazione di prodotti (derrate alimentari, merci) dal Giappone

Da quando si è verificato l’incidente di Fukushima nel marzo 2011, le derrate alimentari importate dal Giappone vengono sottoposte a maggiori controlli. L’ordinanza dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) sull’importazione di derrate alimentari originarie o provenienti dal Giappone viene aggiornata regolarmente (ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2016) per recepire le modifiche della legislazione europea. Ogni spedizione di derrate alimentari dal Giappone deve essere accompagnata da una Dichiarazione sulla quale devono essere chiaramente indicate la prefettura e la firma dell’autorità giapponese competente. Per le derrate alimentari che provengono da zone fortemente contaminate è inoltre necessario un certificato con i risultati delle analisi sui radionuclidi cesio-134 e cesio-137.In Svizzera le importazioni sono controllate dalle autorità doganali e dal Servizio veterinario di confine (SVC) dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV). Oltre ai controlli sistematici della documentazione dei prodotti, le autorità prelevano dei campioni che vengono successivamente analizzati in laboratori specializzati per verificare la presenza di cesio-134 e cesio-137. I risultati delle misurazioni sono stati pubblicati sul sito web dell’UFSP fino al 2013 (cfr. link: Analisi sulla radioattività delle derrate alimentari provenienti dal Giappone). A seguito dell’integrazione della Divisione sicurezza delle derrate alimentari nell’USAV, i risultati sono ora consultabili sul sito web dell’USAV (cfr. link USAV Analisi sulla radioattività delle derrate alimentari provenienti dal Giappone). I risultati indicano che i valori delle derrate alimentari giapponesi vendute in Svizzera sono molto bassi (di norma più bassi della soglia tecnicamente misurabile) e queste possono essere consumate senza limitazioni.I controlli di radioattività su altre merci dal Giappone (con esclusione delle derrate alimentari), eseguiti dopo l’incidente al reattore, sono stati revocati da allora.

Ultima modifica 20.08.2018

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