Smaltimento di sostanze radioattive

L’UFSP e la Suva sono le autorità di sorveglianza che vegliano sullo smaltimento delle scorie radioattive nei settori della medicina, dell’industria e della ricerca. L’UFSP coordina inoltre la raccolta annuale di questi scorie che devono essere depositate in strati geologici profondi.

Le scorie radioattive prodotte in Svizzera devono essere smaltite in Svizzera. La Confederazione raccoglie quindi le scorie radioattive destinate ad essere depositate in strati geologici profondi e ne garantisce lo smaltimento. Insieme ai gestori delle centrali nucleari, partecipa inoltre ai lavori della Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra) volti ad elaborare la parte concettuale del piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi necessari per lo stoccaggio di queste scorie. Ulteriori informazioni sullo smaltimento delle scorie radioattive sono disponibili sul sito web dell’UFE.

Lo smaltimento delle scorie radioattive incombe in primo luogo ai titolari di una licenza per la manipolazione di sostanze radioattive che, nei settori della medicina, dell'industria e della ricerca (settori MIR), sono nello specifico ospedali, laboratori di ricerca o utilizzatori di sorgenti radioattive sigillate impiegate per diverse applicazioni industriali. Le scorie e i residui derivanti dall’utilizzazione di materiali radioattivi possono essere smaltiti in vari modi (v. grafico e spiegazioni sotto).

Tutte queste diverse modalità di smaltimento garantiscono un’adeguata protezione della popolazione in accordo con le raccomandazioni internazionali e nel rispetto del principio di proporzionalità e di minimizzazione dei volumi di scorie.

Smaltimento per esenzione

Per esenzione si intende un processo che permette di provare con diverse misurazioni che un materiale non è o, in seguito a decadimento, non è più sottoposto all’obbligo della licenza e dalla vigilanza. Tale processo si basa su una concentrazione limite dell’attività specifica di ogni radionuclide che determina se un materiale è considerato radioattivo o meno. Si tratta del cosiddetto limite di allontanamento (LL). Una volta allontanate, le scorie la cui attività è inferiore a questo valore limite non sono più sottoposte all’obbligo della licenza e dalla vigilanza ai sensi della legislazione in materia di radioprotezione e possono essere smaltite o riciclate attraverso i normali canali utilizzati per i rifiuti domestici o speciali in funzione delle altre sostanze in essi eventualmente contenute.

L’esenzione di tali scorie è posta sotto la diretta responsabilità dei titolari di licenza ed è sorvegliata dall’UFSP o dalla Suva nel quadro degli audit che conducono nelle imprese.

Un esempio tipico è quello del materiale sperimentale usato in laboratori in cui si utilizzano piccole quantità di radionuclidi, che può quindi essere leggermente contaminato durante la manipolazione. Questo materiale viene raccolto e in seguito sottoposto a controlli periodici per verificarne il tenore di radioattività. Se tale valore è inferiore al limite di allontanamento il materiale può essere smaltito come rifiuto ordinario.

Smaltimento per decadimento

I materiali radioattivi perdono progressivamente attività. Questo fenomeno è definito decadimento radioattivo. L’attività diminuisce più o meno velocemente in funzione di una costante specifica di ogni radionuclide: il tempo di dimezzamento. L’attività dello iodio 131 si dimezza ad esempio ogni otto giorni; il suo tempo di dimezzamento è dunque uguale a 8 g. Se l’attività di un materiale scende sotto il limite di decadimento in un tempo relativamente breve, è opportuno stoccarlo fino al raggiungimento di questo limite. Dopodiché può essere esentato dall’obbligo della licenza e dalla vigilanza e smaltito attraverso il canale consueto.

Lo smaltimento per decadimento è prescritto per tutti i radionuclidi con tempo di dimezzamento inferiore a 100 giorni. Il caso tipico è quello degli ospedali, in cui sono utilizzati radionuclidi con tempi di dimezzamento brevi (da pochi minuti a qualche giorno).

La legislazione consente inoltre lo stoccaggio per decadimento fino a una durata massima di 30 anni, il che implica tuttavia che le imprese dispongano di un’infrastruttura di stoccaggio adeguata e approvata dalle autorità di vigilanza.

Immissioni vincolate a condizioni

Per le scorie che superano i limiti di allontanamento esistono altri canali di smaltimento possibili sempreché i rischi per l’uomo e l’ambiente restino trascurabili. Dopo l’immissione nel ambiente, i materiali interessati sono considerati esenti. L’UFSP assicura il rispetto dei limiti di esposizione per la popolazione e per l’ambiente attraverso un programma di misurazione.

Immissione in piccole quantità nel quadro di una manipolazione autorizzata

Se i materiali superano di poco il limite di allontanamento e non è superato il valore di dieci volte il limite di allontanamento, ai titolari di licenza è consentito lo smaltimento settimanale trammite i rifiuti o l’immissione nelle acque di scarico. È il caso, ad esempio, del materiale di laboratorio leggermente contaminato.

Immissioni nelle acque di scarico o nell’aria secondo valori limite specifici

Le imprese le cui attività possono generare immissioni radioattive nell’aria o nelle acque di scarico devono rispettare i valori limite specifici fissati nelle rispettive licenze. L‘UFSP determina tali valori per ogni impresa interessata in base ai valori di radioattività nell’ambiente ammessi dall’ordinanza sulla radioprotezione (ORaP). Le imprese sono tenute a notificare queste immissioni periodicamente in maniera dettagliata alle autorità di vigilanza. L’UFSP e i Cantoni sorvegliano le immissioni e controllano il rispetto dei valori limite nel quadro di rilevamenti ambientali. Esempi di questo tipo di smaltimento sono le immissioni che avvengono attraverso le acque di scarico raccolte dagli ospedali nelle camere di terapia allo iodio 131 o le immissioni in forma gassosa prodotte nella manipolazione di tritio in ambito industriale.

Deposito in discarica, incenerimento o riciclaggio previa autorizzazione dell’autorità

Per maggiori quantità di materiali debolmente radioattivi è possibile ricorrere al deposito in discarica, all’incenerimento o al riciclaggio. Queste forme di smaltimento richiedono tuttavia un’analisi caso per caso da parte dell’UFSP, che deve dare il suo consenso preliminare. La valutazione da parte dell’UFSP assicura che i valori limite di esposizione siano rispettati e che la soluzione proposta presenti un chiaro vantaggio rispetto al deposito in strati geologici profondi. Oltre al consenso dell’UFSP sono pure necessari una dichiarazione d’accettazione dell’azienda di smaltimento (discarica o impianto di incenerimento) e una decisione di smaltimento delle autorità cantonali.

Un esempio tipico è lo smaltimento di terra contaminata proveniente da giardini risanati nel quadro del Piano d’azione radio dell’UFSP finalizzato all’eliminazione dei siti contaminati dal radio utilizzato in passato dall’industria orologiera. Piccole quantità di scorie provenienti da attività attuali nei settori MIR come pure da impianti nucleari possono essere smaltiti attraverso questi canali purché siano soddisfatti i criteri di ammissione.

Guida UFSP (PDF, 1 MB, 02.12.2020)Deposito di scorie radioattive a bassa attività in una discarica

Deposito in strati geologici profondi

Le scorie che non possono essere smaltite attraverso i suddetti canali, o perché hanno una durata di vita troppo lunga o perché l’attività è troppo elevata, devono essere raccolti a scopo di deposito in strati geologici profondi. L’UFSP coordina un’azione di raccolta annua cui partecipano le imprese che producono queste scorie nei settori MIR. Le scorie radioattive delle centrali nucleari sono raccolte e depositate dai gestori degli impianti stessi. Le scorie MIR sono invece inviate al centro di raccolta della Confederazione presso l’Istituto Paul Scherrer (IPS). Qui vengono condizionate, ossia consolidate in una matrice di cemento o in un materiale equivalente e in seguito immagazzinate nel deposito intermedio federale (BZL) per essere infine smaltite, insieme alle scorie radioattive delle centrali nucleari, in un deposito geologico profondo la cui costruzione dovrebbe iniziare nel 2045.

Documenti

Guida UFSP (PDF, 1 MB, 02.12.2020)Deposito di scorie radioattive a bassa attività in una discarica

Guida UFSP (PDF, 310 kB, 25.11.2020)Trattamento e smaltimento delle scorie radioattive nelle aziende

Legislazione

Legislazione radioprotezione

Lo scopo della legge sulla radioprotezione (LRap) è la protezione dell'uomo e dell'ambiente contro i pericoli da radiazioni ionizzanti.

Ultima modifica 07.12.2020

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