Malattia del legionario in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein nel 2025
Il numero di diagnosi di malattia del legionario è in aumento dal 2001. Dopo un calo nel 2020, probabilmente dovuto alla pandemia di COVID-19, l’aumento è proseguito negli anni successivi. Nel 2022 è stato raggiunto il più alto tasso di dichiarazione mai registrato per l’insieme di Svizzera e Principato del Liechtenstein, ossia 6,8 casi per 100 000 abitanti. Sebbene nel 2024 l’incidenza sia scesa a 5,5 casi per 100 000 abitanti, nel 2025 è risalita a 5,8 casi per 100 000 abitanti. Gli sviluppi più recenti non consentono ancora di affermare con certezza se l’aumento dei casi dichiarati proseguirà a lungo termine.
Introduzione
Dal 1988, in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein i risultati di laboratorio positivi di Legionella spp. in campioni umani sono soggetti all’obbligo di dichiarazione. Le definizioni dei casi comprendono una configurazione probabile e una certa. La sorveglianza si focalizza sui casi di polmonite confermati in laboratorio. Questa forma di legionellosi è definita malattia del legionario. Tipicamente, negli ospedali le persone affette da polmonite vengono sottoposte a test di routine per la legionella, mentre negli studi medici la rilevazione dell’agente patogeno è piuttosto rara [1]. Di conseguenza, la maggior parte dei casi dichiarati è ospedalizzata. I pazienti affetti da una malattia del legionario confermata mostrano solitamente un quadro clinico grave. Al momento della dichiarazione, circa il 5 % dei pazienti affetti da malattia del legionario è già deceduto [2].
Valutazione della situazione
Nel 2025 sono stati dichiarati all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) complessivamente 529 casi probabili e certi di malattia del legionario. Si trattava di persone affette da polmonite con referto di laboratorio indicativo di un’infezione da legionella (per la classificazione dei casi consultare la Guida alla dichiarazione obbligatoria (pdf), in francese). Dei 529 casi, 527 persone erano residenti in Svizzera e due nel Liechtenstein. I tassi di dichiarazione calcolati per la Svizzera e il Liechtenstein sono risultati rispettivamente pari a 5,8 e 4,9 per 100 000 abitanti.
Nel 2025 il tasso di dichiarazione per la Svizzera è quindi aumentato soltanto di poco rispetto al 2024, anno in cui corrispondeva a 5,5 per 100.000 abitanti [3]. Il numero relativamente ridotto di abitanti e di casi nel Liechtenstein comporta ampie fluttuazioni annuali nel tasso di dichiarazione, che non consentono di esprimere un giudizio obiettivo sulla tendenza a breve termine per questo Paese.
Nel 2025, il tasso di dichiarazione per l’insieme dei due Paesi è risultato pari a 5,8 per 100 000 abitanti. La figura 1 mostra il numero di casi dichiarati e i tassi di dichiarazione dall’inizio della sorveglianza nel 1988. Dopo che nel 2024 si è registrata per la prima volta una diminuzione dei casi dalla pandemia, nel 2025 si è osservato nuovamente un leggero incremento rispetto all’anno precedente. Attualmente non è ancora possibile valutare se si tratti di un nuovo aumento o di una stabilizzazione della tendenza.
Grado di gravità
La maggior parte dei casi dichiarati di malattia del legionario è curata in ospedale. Nel 2025, la percentuale di casi con ricovero ospedaliero è risultata del 92,5 % (figura 2), dato che corrisponde a un leggero aumento rispetto al valore medio degli ultimi dieci anni (90,2 %). Nel decennio 2004–2013, il tasso medio era ancora del 94,2 %.
Distribuzione territoriale
La tabella 1 mostra il numero di casi per Cantone e i tassi di dichiarazione per 100 000 abitanti negli ultimi cinque anni per la Svizzera, il Liechtenstein e tutti i Cantoni. I Cantoni sono in ordine alfabetico. I tassi di dichiarazione dei Cantoni sono stati standardizzati direttamente per età e sesso, sulla base dei dati relativi alla popolazione del 2024.
Nel 2025, il tasso di dichiarazione cantonale più basso era pari a zero, mentre il più alto a 12,1 per 100 000 abitanti. Esistono quindi grandi differenze tra i Cantoni, ma anche all’interno di uno stesso Cantone tra un anno e l’altro. Parte delle differenze osservate nei tassi di dichiarazione è dovuta a un basso numero di casi, specialmente nei Cantoni più piccoli. Un’osservazione costante è che da oltre vent’anni il Cantone Ticino registra tassi di dichiarazione della malattia del legionario significativamente più elevati rispetto alla media nazionale.
La figura 3 mostra l’andamento della distribuzione dei tassi di dichiarazione nei Cantoni e nel Liechtenstein per gli anni dal 2022 al 2025. Si tratta di una mappatura dei tassi di dichiarazione standardizzati elencati nella tabella 1.
Cosa sono le legionelle?
Le legionelle sono batteri naturalmente presenti in ambienti acquatici e umidi. Proliferano particolarmente a temperature comprese tra i 25 e i 45 gradi Celsius. Si trovano sia nell’ambiente naturale che nei sistemi creati dall’essere umano, come condutture dell’acqua, vasche idromassaggio, installazioni di trattamento dell’aria e torri di raffreddamento. Il contagio avviene principalmente tramite l’inalazione di goccioline d’acqua (aerosol) contenenti legionelle. Più raramente, il contagio può avvenire tramite acqua contaminata con legionelle che erroneamente va nella trachea anziché nell’esofago (aspirazione). Non vi è pericolo in caso di ingestione di acqua contaminata, poiché i succhi gastrici contenuti nello stomaco uccidono le legionelle.
Stagionalità
Come ogni anno, in estate ci sono stati più casi che in inverno, anche se la differenza è stata meno netta rispetto agli anni precedenti. La maggior parte dei casi del 2025 è stata dichiarata nei mesi di agosto e settembre (figura 4). Rispetto agli anni precedenti, che in parte presentavano picchi mensili, la stagionalità negli anni 2024 e 2025 ha evidenziato una distribuzione nettamente più piatta.
Distribuzione dei casi per sesso ed età
Come sin dall’inizio della sorveglianza, anche nel 2025 la malattia del legionario ha colpito con più frequenza le persone anziane di sesso maschile. Nel 2025, il 66 % dei casi riguardava persone di sesso maschile (la media degli ultimi dieci anni è pari al 68 %).
L’età mediana dei casi è di 68 anni, quindi la metà delle persone colpite dalla malattia del legionario aveva più di 68 anni. L’età mediana negli ultimi dieci anni è stata di 66 anni. Il tasso di dichiarazione più elevato, pari a 23,4 casi per 100 000 abitanti, è stato riscontrato tra le persone di età pari o superiore a 80 anni. La figura 5 mostra l’andamento dei tassi di dichiarazione per fascia d’età negli ultimi dieci anni. Questa figura mostra chiaramente, in primo luogo, che i tassi di dichiarazione aumentano con l’età e, in secondo luogo, che la tendenza all’aumento nel tempo dei tassi di dichiarazione può essere osservata soprattutto nelle fasce d’età più elevate. Il fatto che gli anziani, soprattutto di sesso maschile, siano più a rischio di contrarre la malattia del legionario rispetto ai giovani è stato osservato anche a livello internazionale [4].
Diagnostica
La legionellosi può essere rinvenuta per mezzo di diverse procedure diagnostiche, tra cui mediante un test antigenico, la crescita su piastre di coltura, un test PCR o (piuttosto raramente) con metodi sierologici. La figura 6 mostra i metodi diagnostici impiegati per i casi di malattia del legionario dichiarati nel 2025. Per ciascun caso possono essere stati indicati più metodi diagnostici. I test antigenici sono stati di gran lunga i più utilizzati (69 %), mentre i test PCR (20 %) e la coltura (11 %) sono stati impiegati molto più raramente. La forte dominanza della diagnostica antigenica potrebbe essere ricondotta in particolare alla sua disponibilità rapida ed economica, nonché alla sua applicazione semplice nella prassi clinica quotidiana. L’impiego frequente della diagnostica antigenica tuttavia limita le possibilità di tipizzazione molecolare e quindi anche la possibilità di confrontare gli isolati clinici con quelli ambientali nell’ambito di una ricerca delle fonti di infezione.
Esposizione
Nella dichiarazione sui referti clinici devono essere indicati i possibili luoghi di esposizione e la presunta origine del contagio. Queste informazioni servono come base per la ricerca delle fonti. Al momento della dichiarazione, quindi, il luogo di esposizione e la fonte dell’infezione non sono ancora ancora stati confermati. Ciononostante, per rilevare le tendenze i casi di malattia del legionario vengono suddivisi in cinque categorie d’esposizione sulla base di queste informazioni non confermate:
- «associata a una casa di riposo», se la persona vive in tale struttura;
- «nosocomiale», se la persona è stata ricoverata in ospedale da due a quattordici giorni prima della manifestazione dell’infezione;
- «professionale», se l’infezione può essere stata contratta durante l’esercizio della propria professione;
- «del viaggiatore», se la persona ha pernottato in un albergo o in un altro luogo fuori casa da due a quattordici giorni prima della manifestazione della malattia.
- Tutti gli altri casi sono classificati come infezione «contratta nell’ambito quotidiano». Rientrano in questa categoria tutti i casi in cui si presume un contagio nella propria abitazione, ad esempio attraverso l’acqua della doccia, un umidificatore oppure maneggiando il terriccio da giardino. Rientrano in questa categoria anche i casi di sospetto contagio causato da aerosol da una torre di raffreddamento e i casi in cui la fonte dell’infezione è sconosciuta.
La figura 7 illustra le percentuali di casi in base alla categoria d’esposizione negli ultimi dieci anni. Nel 2025, l’83,4 % dei soggetti colpiti apparteneva alla categoria di un’infezione «contratta nell’ambito quotidiano». Gli altri casi erano distribuiti nelle categorie «del viaggiatore» (11,3 %), «associata a una casa di riposo» (4,0 %), «nosocomiale» (0,7 %) e «professionale» (0,6 %).
Raffronto internazionale
Anche nell’Unione Europea (UE) si osserva un aumento dei casi di malattia del legionario [4]. Tuttavia, il tasso di dichiarazione medio di malattia del legionario nell’UE risulta inferiore. Nel 2024 si è attestato a 3,1 per 100 000 abitanti [4], con valori eterogenei tra i diversi Stati membri e, analogamente alla Svizzera, differenze regionali all’interno di uno stesso Paese. Nel 2024, nei Paesi direttamente confinanti con la Svizzera e con il Liechtenstein sono stati registrati i seguenti tassi di dichiarazione: 2,4 per la Germania, 2,7 per la Francia, 3,3 per l’Austria e 7,6 per l’Italia [4]. L’UE nel suo insieme e tutti i Paesi limitrofi, con l’eccezione dell’Italia, presentano quindi tassi di dichiarazione della malattia del legionario nettamente inferiori rispetto all’insieme di Svizzera e Liechtenstein. Le ragioni di tali differenze non sono chiare e dipendono probabilmente da una pluralità di fattori. Le differenze nei sistemi di sorveglianza e di test (inclusa la disponibilità a sottoporvisi), nonché a livello climatico, sono solo alcuni dei possibili fattori di influenza.
Discussione
In Svizzera i casi di malattia del legionario sono in aumento da circa vent’anni. Anche il tasso di dichiarazione, che tiene conto della crescita della popolazione in questo periodo, è in aumento. La percentuale di casi ospedalizzati ha mostrato solo una leggera tendenza alla diminuzione ed è rimasta comunque molto elevata. Di conseguenza, anche il numero (assoluto) annuale di casi ospedalizzati è aumentato nel tempo.
Questo aumento non può essere attribuito esclusivamente a un maggior numero di test. Uno studio ha rilevato che tra il 2007 e il 2016 il numero di test della legionella effettuati in Svizzera su campioni umani è più che raddoppiato. Tuttavia il tasso di positività, cioè la percentuale di risultati positivi rispetto a tutti i test effettuati, non è diminuito, ma è rimasto costante [5]. Un possibile motivo dell’aumento dei casi di malattia del legionario è probabilmente l’andamento demografico. Nel XX secolo, l’aspettativa di vita alla nascita è aumentata considerevolmente [6]. Questo ha portato, nei primi due decenni del XXI secolo, a un incremento della popolazione nelle fasce di età più elevate. Come dimostrano i tassi di dichiarazione in funzione dell’età, gli anziani hanno un rischio più elevato di contrarre la malattia del legionario rispetto ai giovani. L’andamento demografico previsto verso un numero ancora maggiore di persone nelle fasce d’età più elevate porterà probabilmente a un ulteriore aumento del numero di casi di malattia del legionario in un futuro prossimo.
Oltre all’andamento demografico, anche altri fattori possono influire sul numero di casi. Per esempio, i cambiamenti climatici possono avere un impatto sulla prevalenza dell’infezione [7]. Anche le variazioni nel comportamento della popolazione possono determinare il rischio di esposizione. Inoltre, le modifiche edilizie quali le installazioni tecniche degli edifici influenzano la presenza di legionelle e, quindi, il rischio di infezione. Le raccomandazioni congiunte dell’UFSP e dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) su legionella e legionellosi (in tedesco e francese) sono importanti a questo proposito [8]. Queste raccomandazioni sono rielaborate costantemente, modulo per modulo, sulla base delle nuove conoscenze scientifiche.
Collaborazione all’interno della Confederazione ai sensi di «One Health» e progetti di ricerca
Per contrastare l’aumento dei casi, diverse autorità federali lavorano in stretta collaborazione per la lotta contro la legionellosi, anche attraverso la pubblicazione delle raccomandazioni congiunte menzionate in precedenza [8]. Una sintesi delle attività di lotta contro la legionellosi a livello federale è reperibile sulla pagina Legionellosi (malattia del legionario) (cfr. Documenti).
Inoltre, la Confederazione ha commissionato o sovvenzionato due progetti di ricerca per rafforzare le basi scientifiche della prevenzione della malattia del legionario e della lotta contro di essa. Nell’ambito del progetto «LeCo – Legionella control in buildings» è stata esaminata la lotta alla legionella negli edifici; le raccomandazioni risultanti comprendono tra l’altro aspetti di diagnostica, salute pubblica e tecnica degli edifici. Le raccomandazioni e il parere della Confederazione sono pubblicati sul sito web dell'USAV. Il secondo progetto, lo studio caso‑controllo SwissLEGIO, si è concluso nel 2025 e fornisce conoscenze importanti sulla complessa epidemiologia della malattia del legionario. Lo studio ha indicato che il rischio di malattia può dipendere da diverse fonti di infezione, nonché da vari fattori individuali, sociali e ambientali. Ulteriori informazioni sui progetti sono disponibili ai seguenti link:
Legionella control in buildings (in inglese) | www.aramis.admin.ch
Ulteriori informazioni
Bibliografia
- Fischer FB, Deml MJ, Mäusezahl D. Legionnaires’ disease – a qualitative study on Swiss physicians’ approaches to the diagnosis and treatment of community-acquired pneumonia. Swiss Med Wkly. 2022 May 2 [cited 2024 Jul. 16];152(1718):w30157. Available from: https://smw.ch/index.php/smw/article/view/3190.
- Fischer FB, Fanderl J, Mäusezahl D, Wymann MN. Zeitliche Entwicklung und Einfluss verschiedener Faktoren auf die räumliche Verteilung der Legionärskrankheit in der Schweiz. Bollettino dell’UFSP 2022; n. 3: 8-11.
- Ufficio federale della sanità pubblica. Malattia del legionario: rapporto sulla situazione in Svizzera 2022. Confederazione Svizzera - Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP); 2023. Disponibile alla pagina: Legionellosi (malattia del legionario).
- European Centre for Disease Prevention and Control (ecdc), Surveillance Atlas of Infectious Diseases (europa.eu), accessed 18th June 2026.
- Fischer FB, Schmutz C, Gaia V, Mäusezahl D. Legionnaires’ disease on the rise in Switzerland: A denominator-based analysis of national diagnostic data, 2007–2016. Int J Environ Res Public Health. 2020;17(19):7343. PubMed PMID: doi: https://doi.org/10.3390/ijerph17197343.
- 1. Ufficio federale di statistica: Speranza di vita. 2024 Disponibile alla pagina: Speranza di vita | Ufficio federale di statistica UST.
- Han XY (2021) Effects of climate changes and road exposure on the rapidly rising legionellosis incidence rates in the United States. PLoS ONE 16(4): e0250364. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0250364.
- Ufficio federale della sanità pubblica e Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria: Legionella e legionellosi - Raccomandazioni dell’UFSP e dell’USAV. 2018. Disponibile alla pagina: Acqua per docce e piscine.
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
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