Ufficio federale della sanità pubblica UFSP

La presente edizione è adatta per browser con un supporto CSS insufficiente e destinata soprattutto alle persone ipovedenti. Tutti i contenuti sono visualizzabili anche con browser più vecchi. Per una migliore visualizzazione grafica si raccomanda tuttavia l'uso di un bro

Inizio selezione lingua



Inizio zona contenuto

Inizio navigatore

Fine navigatore



Il trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche

Nel caso del trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche (TCSE), le cellule staminali di un donatore vengono trasferite in un ricevente.

Con il trapianto TCSE allogenico, l'intero sistema immunitario del paziente si modifica per sempre diventando in tutto e per tutto identico a quello del donatore, dato che al ricevente vengono trapiantate le cellule staminali di quest'ultimo, prelevate appunto dal suo sistema immunitario. Questo fenomeno distingue il TCSE allogenico dal trapianto di un organo, con il quale il sistema immunitario del ricevente non risulta modificato in nessun modo.

Dopo un trapianto allogenico le reazioni di intolleranza si manifestano di conseguenza con maggiore frequenza rispetto a un trapianto autogeno, con il quale non si verificano né rigetto né la reazione «graft-versus-host disease» (vedi rubrica Complicazioni).            

I casi di recidiva della malattia di base sono invece decisamente più rari nel caso di un trapianto allogenico, visto che vengono trapiantate cellule staminali sane. Un ulteriore vantaggio del trapianto allogenico è rappresentato dall'effetto «graft-versus-leukemia», grazie al quale le cellule staminali del donatore che vengono trapiantate formano cellule immunitarie in grado di attaccare e uccidere le cellule tumorali maligne ancora eventualmente presenti nel corpo del ricevente. È però difficile prevedere, in ogni singolo caso, se tale effetto si verificherà e quale portata esso potrà avere.

Possibili donatori

Nel caso del trapianto TCSE allogenico, si cerca un donatore possibilmente compatibile con il ricevente a livello tissutale (antigeni HLA). Questo criterio è perfettamente ottemperato nel caso dei gemelli monozigoti, poiché le loro cellule staminali emopoietiche sono geneticamente identiche, per cui le cellule trapiantate vengono riconosciute come proprie. Di norma, quindi, i trapianti tra fratelli gemelli (trapianti singenici) non pongono problemi di sorta. Rispetto al TCSE autogeno, un trapianto di cellule provenienti da un gemello monozigote sano ha il vantaggio di essere privo di eventuali cellule tumorali, benché permanga comunque il rischio genetico di un'ulteriore malattia tumorale. Esso contiene inoltre cellule immunitarie, che non sono ancora state utilizzate, per combattere la malattia residua del ricevente.

Anche i fratelli e le sorelle HLA identici sono particolarmente adatti come donatori: ogni individuo eredita due set di antigeni HLA, uno dalla madre e uno dal padre che, combinati, lo collocano in una delle quattro classi di antigeni HLA. La probabilità quindi che un paziente abbia un fratello o una sorella appartenente alla medesima classe di antigeni HLA e che funga da donatore è di una su quattro. Questo tipo di trapianto offre buone possibilità di guarigione se donatore e ricevente sono entrambi giovani e con HLA identici, e se la malattia si trova in uno stadio precoce.

Ma anche i congiunti o addirittura le persone estranee possono risultare (pressoché) HLA identici rispetto al ricevente. Coloro i quali desiderano donare le proprie cellule staminali emopoietiche vengono iscritti in apposite banche dati: in Svizzera si tratta del registro del Servizio trasfusione di sangue della Croce rossa svizzera CRS SA (ex Fondazione svizzera Cellule staminali del sangue). Quando si cerca un donatore compatibile per un trapianto, il tipo tissutale del ricevente viene confrontato con i dati immessi nella banca dati. La probabilità di trovare nel giro di sei mesi cellule idonee al trapianto nell'Europa centrale si aggira attorno al 60 per cento. I successi con questo tipo di trapianti TCSE attualmente sono già quasi altrettanto validi come con un trapianto TCSE tra membri della stessa famiglia.

Nel caso in cui la compatibilità  HLA sia solo del 50 per cento, si parla di donatore famigliare «aploidentico», e il trapianto deve essere preceduto da una terapia di preparazione specifica. Il processo di guarigione è lungo e le complicanze infettive sono estremamente frequenti, ma il trapianto aploidentico può sconfiggere la malattia di base. A causa delle complicanze, questo trapianto deve essere effettuato unicamente su individui giovani e complessivamente in buona salute.

Cellule staminali ricavate dal sangue del cordone ombelicale

Un'alternativa alla donazione di cellule staminali emopoietiche da parte di soggetti adulti è costituita dal sangue del cordone ombelicale di neonati. Tale sangue contiene cellule staminali con un grado di compatibilità tissutale superiore rispetto a quelle provenienti da persone più anziane. Il sistema immunitario del nascituro, infatti, non è praticamente mai entrato in contatto con agenti patogeni ed è ancora, per così dire, inesperto. Sebbene nel sangue del cordone ombelicale si trovino molte più cellule staminali per unità di volume che in qualsiasi altra fonte, spesso il contenuto di un singolo cordone è sufficiente per effettuare il trapianto su un solo bambino. Negli ultimi tempi, tuttavia, è stato possibile effettuare anche interventi di questo tipo su pazienti adulti. In tutto il mondo, Svizzera compresa, sono numerosi i trapianti riusciti su bambini.

Attualmente, gli ospedali universitari di Basilea e di Ginevra offrono, alle madri che lo desiderano, la possibilità di sottoporre a test e di crioconservare il sangue del cordone ombelicale del proprio neonato, in conformità con le leggi vigenti, in un'apposita banca per un eventuale futuro utilizzo. Queste banche pubbliche sono coordinate dal Servizio trasfusione di sangue della Croce rossa svizzera CRS SA (ex Fondazione svizzera Cellule staminali del sangue). Attualmente, alcune società propongono ai genitori, dietro compenso, la conservazione del sangue del cordone ombelicale per un eventuale ulteriore uso autologo.

Probabilità di successo dei trapianti TCSE allogenici

Le probabilità di successo con un trapianto di cellule staminali emopoietiche dipendono in ampia misura sia dal tipo e dallo stadio della malattia, sia da fattori individuali della persona malata (ad es.: età). Maggiori informazioni in merito figurano nella seguente rubrica:



Per domande sul tema, scriveteci!

Fine zona contenuto

Ricerca a testo integrale


Glossario



Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP)
Contatto | Basi legali | HONcode
http://www.bag.admin.ch/transplantation/00697/01681/02858/03224/index.html?lang=it